Candidi, puri, eternamente dannati o semplicemente uomini

Da qualche settimana il caso “Weinstein” è diventato, giornalisticamente parlando, “il caso”, l’argomento con cui riempire righe tra le pagine di un quotidiano o minuti, ore e programmi interi da mandare in onda in televisione. Il caso, prometto di non chiamarlo più in codesta maniera, ha creato delle rivelazioni a catena, vere o false che siano, con cui donne dello spettacolo hanno accusato quello o quell’altro di aver abusato di loro,  di aver subito pressioni psicologiche da uomini potenti e intrisi di una profonda ammirazione popolare. Non ho alcuna intenzione di investigare sulla veridicità di tali accuse, non è il mio mestiere e ne resto alla larga, ma permettetemi di avere qualche perplessità, sono uomo del dubbio e ne vado fiero. Possibile che queste accuse escano a distanza di anni e tutte assieme? Sì! Nessuno di noi è in grado di conoscere una sua eventuale reazione in circostanze simili e le donne che si sono rivolte ai social o direttamente ai giornalisti meritano tutto il rispetto. La donna in quanto tale merita rispetto e purtroppo non è lapalissiana un’affermazione simile.

La sorpresa travolgente riguarda la reazione a comportamenti umani, non si è scoperto adesso di quanto l’uomo o meglio qualche uomo, scenda davvero in basso e commetta tali atti assolutamente deplorevoli. Qualcuno crede nella purezza di tutti gli uomini e di tutte le donne? Mi auguro proprio di no.

Eppure in politica si brandisce l’arma dell’onesta, dell’esser puri, dello sventolare certificati penali immacolati fino a quando non si viene convocati dal pubblico ministero o sbattuti in prima pagina per inchieste giornalistiche scaturite da intercettazioni filtrate dalla Procura, non si sa da chi né come.

Il mondo dello spettacolo, come la politica, e mi riferisco a quella italiana in primis, vive di una purezza di facciata; si vuol far apparire tutto candido, tutto perbene, nessuna attività stravagante che potrebbe turbare lo spettatore e invece con le vicende sopra ricordate si è aperto uno squarcio ad un velo di ipocrisia che ben celava il vero lato, quello umano.

Aborro chi grida: sono puro, purissimo e sono più puro di te anzi spesso mi viene alla mente una frase attribuita a Pietro Nenni con cui richiamava i giovani socialisti a sporcarsi le mani con la buona politica: “A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura.”